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Chi Siamo

Carmelo Leonardi

Nato a Catania, mi appassiono al cinema e all'arte durante l'adolescenza con una passione smodata per i film di Sergio Leone.
Finiti gli studi superiori frequento la facoltà di Beni Culturali (Unict) nel bellissimo monastero dei benedettini di San Nicolò la Rena dove mi innamoro ancor di più dell'arte. 
Fine 2017, con Paolo decidiamo di creare Négatif per iniziare a prendere dimestichezza con il "parlare di cinema" e dare l'opportunità a tanti appassionati che vogliono affinare le proprie abilità critiche, come noi, di fare questo percorso di crescita insieme.
Nel 2018 parto per Roma per cercare di portare avanti gli studi in campo cinematografico.

Credo che la discussione intorno all'arte (che sia cinema, pittura, musica o letteratura poco importa) sia fondamentale per prendere coscienza di se stessi e di ciò che ci circonda.
Fare arte e parlare d'arte è per me una liberazione, un urlo per troppo tempo strozzato che finalmente esce fuori.
E solo ascoltando altre voci e continuando piano piano ad aprir bocca si riesce a trasformare rumore in melodia.

Paolo Birreci

Sono nato a Catania il 18 ottobre 1999. Dopo un'infanzia e parte di adolescenza passata videogiocando assiduamente, iniziai a scoprire il cinema. La principale stagione cinematografica di cui mi innamorai fu la New Hollywood, da lì in poi cominciai a visionare un numero spasmodico di film. Spinto da un professore, decisi di spostarmi a Roma per continuare gli studi cinematografici che sentivo il bisogno di approfondire. Parallelamente alle mie visioni, mi piaceva e mi piace tentare di scrivere su quello che vedo, caratteristica che il progetto Negatif mi spinge a fare con sempre maggiore passione.

Gabriele Plutino

Mi chiamo Gabriele Plutino, ho 24 anni e divoro film, libri di cinema e serie tv da quando ne ho 14.
Amo i linguaggi e le comunicazioni moderne, per questo frequento la facoltà di scienze della comunicazione.
Sono cresciuto con registi moderni e post-moderni, in particolare con il cinema di Quentin Tarantino, che mi ha fatto comprendere una cosa : scrivere di cinema equivale a scrivere di se stessi, mettere in luce le proprie particolarità, il proprio carattere.
Il film ti costringe a pensare le sue immagini, la critica ti permette di acquisire un'auto-coscienza.

Giacomo Zanon

Nato nel 1999, si appassiona al Cinema verso i 12 anni grazie al Cinema horror americano ed europeo, conoscendo leggende del calibro di Michael Myers e Freddy Krueger. Passa poi al Cinema più serio con film del calibro di "Pulp Fiction", "Million Dollar Baby", "Qualcuno volò sul nido del cuculo" e "Il pianista". Da quel punto, la passione esplode in amore incondizionato e scopre il Cinema d'autore più alto, la grandezza dei film asiatici, le diverse correnti cinematografiche come surrealismo e Slow Cinema. Attualmente risiede a Trento dove studia lingue moderne, in attesa di entrare a far parte di quel modo magico che tanto ammira. Le sue divinità sono Lynch, Kubrick, Haneke, Polanski, Cronenberg, Carpenter, Antonioni, Tsai Ming-Liang, Kitano, Sono e Tarkovskij.

Matteo Salvetti

Il cinema entra nella mia vita sin dalla prima adolescenza e vi si lega visceralmente, diventa ossessione, si fa filtro. Pur immergendomi prestissimo in questo universo fluido, lo scrivere arriva invece con una certa latenza, ma subito prende il sopravvento. L’analisi diventa strumento di scoperta, estensione di un pensiero che altrimenti rimarrebbe sfuggente; le parole portano chiarezza e allora capiamo.